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“Un morto ogni tanto”: presentazione del libro di Paolo Borrometi

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Un morto ogni tanto, la mia battaglia contro la mafia”. Questo è il titolo del libro di Paolo Borrometi, presentato nella Sala del Consiglio di Cortona lo scorso 2 dicembre. E questo è anche un ordine di Cosa Nostra, che comanda di uccidere il giornalista scomodo che indaga sui suoi loschi affari.

A coordinare l’incontro Milena Mucci e Giorgio Giombetti della Fondazione Caponnetto; era inoltre presente il Senatore M5S Michele Giarrusso, Commissario parlamentare antimafia, che fin da giovane ha militato nel movimento antimafia.

Davanti a un pubblico attento e interessato, il Sindaco Francesca Basanieri, con un discorso introduttivo, ha presentato il libro del giovane scrittore-giornalista siciliano, che da anni denuncia gli scandalosi intrecci tra mafia e politica.

Il Sindaco, però, non ha potuto non menzionare l’infiltrazione mafiosa relativa agli appalti di alcune mense scolastiche del Comune di Cortona: Nidi, scuole dell’Infanzia e Primaria.

D’altronde, era ormai da tempo che il nostro portavoce, il Consigliere Matteo Scorcucchi, svolgeva un lavoro approfondito, denunciando più volte la situazione in questione. Il M5S non aveva, contrariamente da quanto evidenziato a suo tempo dal Sindaco Basanieri, né posizioni pretestuose o estemporanee, né mancanza di conoscenza o impreparazione politica.

E, contrariamente a quanto insinuato, non c’è stato “livore mediatico” da parte del M5S, bensì una visione a tutto tondo della realtà dei fatti che, attraverso una seria e responsabile procedura, ha condotto a evidenziare la mancanza di correttezza nell’assegnazione degli appalti a ben due ditte, una delle quali era perfino sprovvista di Certificato Antimafia.

Il giornalista ragusano Borrometi ha ribadito che la mafia “non va mai sottovalutata”, e che a soffrirne non è solo la sua terra d’origine, ma tutto il territorio italiano. Il coraggio di denunciare, facendo nomi e cognomi dei personaggi mafiosi, è costato a Borrometi diversi agguati, tra cui un pestaggio da parte di due uomini incappucciati che gli hanno rotto una spalla in tre punti, tanto da lasciarlo menomato.

Dopo l’uscita del libro, che in pochissimo tempo ha già raggiunto la quarta edizione, sebbene le minacce si siano moltiplicate, lo scrittore non demorde. Vive sotto scorta e rischia quotidianamente la vita, e ci chiede di aiutarlo a diffondere le sue inchieste, affinché non vadano dimenticate, perché: “ne va della libertà di ognuno di noi”.

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