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Matteo Scorcucchi: le pesanti responsabilità di PD e assessore Bernardini nel declino della sanità locale.

Ospedale Fratta

Mentre l’articolo pubblicato ieri sugli scavi della Maialina continua a realizzare numeri record per il nostro sito (ben 800 visualizzazioni uniche di pagina in appena 2 giorni, e ancora stanno aumentando: vi diciamo GRAZIE!), riportiamo qui le dichiarazioni del nostro portavoce Matteo Scorcucchi, rilasciate oggi sulla sua pagina Facebook, in merito al disastro in cui versa la sanità locale e al declino ormai inarrestabile dell’ospedale della Fratta. La ricostruzione delle vicende mette in luce le pesanti responsabilità delle passate e presenti giunte PD (sia comunali che regionali), nonché dell’attuale assessore Andrea Bernardini, oggi candidato sindaco per le prossime amministrative.

Nel 2013, con la firma dei patti territoriali da parte dell’allora sindaco Vignini, l’ospedale della Fratta perde la chirurgia d’urgenza, quindi il pronto soccorso che non può essere più definito tale, in cambio di un aumento degli interventi chirurgici programmati, in particolar modo ortopedici.

Se però si analizzano i dati si evidenzia un calo costante dei numeri di chirurgia ortopedica tra il 2014 e il 2018, questo prima delle dimissioni del primario di Ortopedia , dott. Caldora, che fino a quel momento aveva comunque mantenuto un livello accettabile di attività chirurgica nel polo di Fratta.

Dopo le sue dimissioni nei primi mesi del 2019 alla Fratta non rimane più nulla e ad oggi, la cosa più preoccupante per un amministratore locale, non risulta nessun concorso aperto dalla ASL per la sua sostituzione.

Il risultato delle politiche sulla sanità portate avanti dal PD regionale, alle quali hanno necessariamente aderito anche gli esponenti locali dello stesso partito, è la morte degli ospedali periferici, strutture che, secondo il MoVimento 5 Stelle, hanno un ruolo fondamentale di presidio del territorio nel far fronte alle urgenze e nell’erogazione di servizi sanitari primari senza doverli allontanare troppo dai territori.

Comprendiamo bene che i reparti più specializzati debbano trovare posto in strutture più centrali e con utenze maggiori, anche per far acquisire know-how e specializzare le strutture, questo però non può e non deve significare l’abbandono dei territori, come nel nostro caso dove, la Fratta serve un’utenza di circa 60/70 mila utenti.

In tutto questo risulta non credibile quanto afferma il candidato del csx quando parla di difesa dell’ospedale locale, visto che da assessore con delega socio-sanitaria si è appiattito alle politiche del suo partito senza alzare mai la testa.

La qualità del suo lavoro si può misurare anche dal fatto che il sindaco uscente dopo 3 anni e mezzo di mandato, in cui Bernardini manteneva la delega al sanitario, ha dovuto nominare un altro assessore specifico per l’ospedale, per dare una risposta, secondo noi tardiva e non risolutiva, ai malumori che prendevano sempre più piede nel territorio.

Concludo ribadendo che l’impegno del MoVimento 5 Stelle per il territorio è quello di riattivare alla Fratta un pronto soccorso h24 in grado di dare una risposta immediata alle urgenze da codice rosso, oggi demandate ad Arezzo, e il 118 con medico a bordo.

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