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Economia e occupazione: le nostre proposte per rilanciare il Comune

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Nel nostro programma abbiamo individuato 4 linee di intervento, spalmate su diversi settori, per lo sviluppo e il rilancio dell’economia e dell’occupazione nel nostro Comune. Ne riproponiamo qui i contenuti per meglio chiarirne principi, obiettivi e azioni.

1. Per il turismo

Intendiamo concordare con gli operatori del settore interventi specifici per l’accoglienza dei turisti. Questi interventi saranno rivolti

  • alla montagna cortonese;
  • al parco del “Parterre”;
  • alla realizzazione di percorsi pedonali naturalistici e storici;
  • alla realizzazione di piste ciclabili.

Questi interventi dovranno poi essere gestiti e curati, per garantirne sia la fruizione da parte dell’utenza, sia la manutenzione da parte degli operatori. Ciò avrà ricadute positive in termini di occupazione, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro dedicati. Anche il piccolo commerciante potrà trarne giovamento, come ad esempio in montagna con la frequentazione dei “punti di ristoro” già esistenti.

Tale misura verrà finanziata dalla “tassa di soggiorno”, imposta di scopo che è stata istituita proprio per finanziare azioni come questa:

Il relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali. (D.Lgs. del 14 marzo 2011 n. 23, art. 4, comma 1)

2. Per l’agricoltura e il commercio

È stata l’abilità dei singoli operatori a portare al successo eccellenze cortonesi come il vino e l’olio di oliva, per la valorizzazione dei quali i privati hanno superato di gran lunga le capacità di visione e decisionali della nostra Amministrazione.

Noi dei 5 Stelle proponiamo azioni pubbliche di preparazione e di stimolo per incrementare quali-quantitativamente la visibilità e la diffusione del “paniere” agricolo ed enogastronomico tipico delle nostre terre. Azioni semplici ma significative che consistono, ad esempio nel:

  • raccogliere le tante notizie e informazioni relative alle nostre tradizioni culinarie e ai nostri prodotti agricoli, collaborando con l’Istituto Vegni di Capezzine, per creare una sorta di “banca dati del gusto” cortonese e chianino;
  • collegare i prodotti locali e le relative ricette alle “storie” ed alla cultura del nostro territorio;
  • adottare prodotti e ricette locali nelle mense delle nostre scuole, perché ri-diventino patrimonio collettivo dall’alto valore educativo;
  • mettere a disposizioni dei produttori locali i fondi sfitti di Camucia, affinché possano diventare “botteghe di formazione e degustazione” per visitatori e turisti, oltre che veicoli di marketing locale ed elettronico.

Questa misura verrà realizzata principalmente mediante azioni di stimolo e coordinamento: i costi necessari per la gestione botteghe potranno essere sostenuti ricorrendo ai fondi regionali o europei a sostegno della nuova occupazione.

3. Per le aree industriali

Per quanto riguarda le aree industriali, la linea d’intervento da noi proposta, pur non presentando costi economici, risulta oggettivamente la più difficile da attuare. Se guardate la valle dalla terrazza di piazza Garibaldi, vi renderete subito conto che la schizofrenia urbanistica con la quale si è sviluppata Camucia non riguarda solo le abitazioni, ma anche gli insediamenti produttivi.

Molti sono concentrati sul Vallone, ma esistono mini o microaree in almeno altri 4 posti intorno a Camucia. Questa irrazionale frammentazione fa mancare la “massa critica” necessaria per la realizzazione di servizi efficienti per le aziende. Questo ci suggerisce di adottare, nell’ordine, le seguenti azioni:

  1. Prevedere nuovi insediamenti produttivi solo nell’area del Vallone;
  2. In accordo con le aziende esistenti in tutto il territorio, dotare suddetta area di servizi “comuni”, sia di ordine sociale (punti per allattamento, piccoli nidi a sostegno delle donne lavoratrici, mense, ecc.) che logistico (aree di sosta per mezzi pesanti, punti di smistamento per le spedizioni, ecc…);
  3. Sempre in collaborazione con le aziende locali, identificare le realtà di eccellenza in vista della creazione di un “polo tecnologico” per il sostegno scientifico e produttivo alle imprese e per la nuova imprenditoria legata alle nuove tecnologie (startup).
  4. Favorire l’insediamento di nuove aziende ad alto valore aggiunto di carattere tecnologico ed organizzativo.

Tale misura sarà realizzata con fondi regionali e comunitari e con investimenti comunali recuperati con i nuovi insediamenti.

4. Per Cortona

L’obiettivo di questo intervento è quello rilanciare la sua economia e contemporaneamente di rivitalizzare la città. A tal fine, noi proponiamo di individuare un immobile nel centro storico (da definire, ma possibilmente l’ex Ospedale) da destinare a:

  • sede per lo sviluppo di nuova imprenditoria (startup) nel settore dell’informatica e della comunicazione (ICT), anche collaborando con l’indirizzo Multimediale del Liceo Artistico “L. Signorelli”, a sostegno del polo tecnologico di Vallone di cui sopra. Si tratta infatti di imprese e modelli che possono svilupparsi in qualsiasi zona, ivi compresi il centro storico di Cortona, fornendo servizi a tutto il mondo con bassissimo impatto ambientale;
  • spazi e ambienti per il co-working;
  • luogo per lo svolgimento di percorsi formativi rivolti al recupero di professioni artigianali e/o mestieri tradizionali.

Per realizzare questa azione è sufficiente disporre di una sede e stipulare un accordo con le facoltà tecniche e scientifiche di una Università. Per il restauro e l’adeguamento della sede si può far ricorso a finanziamenti comunitari, ricordando (se ce ne fosse bisogno) che tali contributi non vengono assegnati semplicemente per la “struttura” ma solo per specifiche utilizzazioni della struttura stessa.

Considerazioni finali

Queste nostre precisazione hanno anche lo scopo di portare alla vostra attenzione due imbarazzanti “vulgate”, tanto sbandierate anche da autorevoli candidati locali nei loro interventi, che noi vogliamo qui categoricamente smentire a tutela della vostra, e soprattutto loro, capacità di giudizio:

  1. “Il Comune non ha competenze in materia di lavoro e di sviluppo economico”: FALSO. A partire dal definire con attenzione e chiarezza le aree produttive e le destinazioni d’uso, il ruolo del Comune è determinante nelle azioni di sviluppo.
  2. “Lo sviluppo economico si ottiene solo grazie ad amicizie e raccomandazioni”: FALSO. Infatti, se pilotato e finalizzato verso obiettivi economici che siano sostenibili anche da un punto di vista sociale e ambientale, esso può rispondere alle esigenze di tutta la popolazione, e non solo favorire quel parente o quell’amico.

Noi siamo qui per darvi proposte e soluzioni concrete, valutarne e condividerne la fattibilità, spiegarvi come e dove reperire i finanziamenti necessari a coprirne i costi. E non basandoci su sensazioni oniriche o argomentazioni da bar, ma su precisi dati e considerazioni macroeconomiche ed occupazionali.

Perché noi siamo diversi: noi siamo il MoVimento 5 Stelle.

Il 26 maggio CAMBIAMO VOLTO AL COMUNE. Insieme, davvero.

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